Recueil en partie original de la plus insigne rareté. Venetia, 1575. In-8 oblong de (110) pages - complet - marges blanches extérieures de 7 ff. restaurées sans atteinte aux lettres. Plein maroquin brun estampé de filets à froid, dos à nerfs, tranches dorées. Reliure de Lobstein-Laurenchet. 145 x 204 mm.
Edition en partie originale d’une insigne rareté - inconnue de Brunet et Deschamps - de ce recueil de 101 modèles d’alphabets historiés et d’ornements gothiques de Vespasiano Amphiareo (1501-1563). Important et célèbre traité sur l'art de l'écriture au XVIe siècle, composé par Vespasiano Amphiareo, élève de Tagliente et maître d'écriture à Venise durant trente ans. Le recueil, initialement publié à Venise en 1548 sous le titre Un novo modo d'insegnar a scrivere, regroupe dans cette édition augmentée 101 modèles d'alphabets de lettres bâtardes, lettres à cadeaux, caractères gothiques, monogrammes, écriture fantaisiste ou géométrique, etc., le tout finement gravé sur bois. «Calligrafo, nativo di Ferrara, vissuto nel sec. XVI, religioso nell'Ordine dei frati minori conventuali. Le notizie che se ne hanno sono incerte e contraddittorie. I più antichi repertori lo dicono morto a sessantadue anni nel 1563, ma ulteriori notizie sulla sua attività propendono a fame, invece, anticipare la nascita verso l'anno 1490. Sembra provenisse dalla famiglia Albertazzi o Albertacci, che con lui si sarebbe estinta: non è improbabile che il nome di battesimo fosse Alfonso, poiché così lo registra il Franchini; Vespasiano sarebbe il nome assunto in religione e A. un soprannome accademico di chiara ispirazione classica. Ancora giovanissimo l'A. passò ad insegnare calligrafia a Firenze, ma verso il 1518 era già a Venezia, dove svolse la maggior parte della sua attività e dove probabilmente morì. Scrisse: Un novo modo d'insegnar a scrivere et formar lettere di più sorti che da altri non prima c'hora usate: novamente da frate Vespasiano minoritano trovato e da lui pur hora dato in luce,Vinegia, per Curtio Troiano di Navò, 1548, in-4° (con figure xilografiche): due pagine del libro contenevano una dedica a Francesco Donati, doge dì Venezia. Sei anni dopo, sempre a Venezia, "presso Gabriel Giolito de' Ferrari et fratelli" usciva l'Opera di frate Vespasiano Aniphiareo, da Ferrara dell'ordine minore conventuale, nella quale n insegna a scrivere varie sorti di lettere, et massime una lettera bastarda da lui nuovamente con sua industria ritrovata la quale serve al cancellaresco et mercantesco; poi insegna a far l'inchiostro negrissimo con tanta facilità che ciascuno per semplice che sia lo saprà far da sé. Anchora a macinar l'oro et scrivere con .esso come si farà con l'inchiostro, parimenti ascrivere con l'azuro et col cinaprio, opera utilissima e molto necessaria nell'uso humano (in-4° obl., con figure). Nonostante il diverso titolo, questo secondo opuscolo doveva essere però poco più che una ristampa del precedente, tanto che conservava la dedica al doge Francesco Donati, sebbene questi fosse morto, nel maggio dell'anno prima. Se ne citano in seguito varie edizioni., alcune con indicazione dell'editore, altre senza: 1555, 1556 (per Comin da Trino), 1565, 1572, 1575, 1580 (per Alessandro Gardano), 1583 (per il Cavalcalovo), 1588 (per Gio. Antonio Rampazetto). A partire dall'edizione del 1572 figurano nel manuale due alfabeti in più rispetto alle pubblicazioni precedenti: è verosimile che essi furono aggiunti in questa circostanza dallo. stesso A. e che pertanto la data di morte vada. procrastinata dal 1563 a un anno intorno al 1572. Probabile riduzione della medesima opera è il Metodo et esemplare per lo scrivere in maiuscolo,pubblicato a Venezia nel 1589 e ancora con la dedica al doge Donati, cheil Franchini ricorda come unico scritto dell'Amphiareo. Né fu altro che una nuova presentazione dello stesso libro Il perfetto modo d'imparare a scrivere tutte le sorte di lettere cancelleresche, corsive et moderne, che serve ad' ogni conditione di Persone. Col modo delle soprascrittioni di lettere missive ad ogni grado digente. Il modo di far l'inchiostro bellissimo. Con imparar a macinar l'oro et scriver con esso,ecc., stampato a Venezia, appresso Lissandro de Vecchi, nel 1620. La fama di cui l'A. godette presso i contemporanei e nei secoli successivi è fondata soprattutto sulla elaborata ricercatezza dei suoi alfabeti maiuscoli di tipogotico, dove l'ornato raggiunge preziosità. incredibili, che finiscono in taluni casi colnascondere le linee strutturali dei singoli. segni. Viceversa maggior merito gli va riconosciuto per l'elegante semplicità della. sua "bastarda", da lui stesso chiamata. "bastarda del Frate", di cui a ragione si vanta: "havendo per arte et industria mia. nuovamente ritrovato una forma et un caractere di lettera, che bastarda si chiama, e la quale quasi un corpo mistico de la natura, di molte participando, mi pare, che ad un medesmo modo, per essere, lunghetta e vaga, posi aconvenirsi al Cancelliero: et per esser corsiva, et espedita, sia buona per lo Mercatante". In essa l'A. fonde con sobria finezza elementi di scrittura mercantile in uso a Firenze con altri in voga a Venezia, ma tenendo altresì presenti i caratteri aldini. Meno originali sono invece le lettere che chiama "di bolle", cioè per atti solenni, e che ripetono le forme della più rigida gotica libraria.» [Par Alessandro Pratesi, Dictionnaire biographique des Italiens, volume 3 (1961)]. Recueil en partie original de la plus insigne rareté.
, Brepols, 2019 Hardback, 365 pages, Size:156 x 234 mm, Languages: Latin, Greek, German. ISBN 9782503580685.
Summary Was blicherweise am Rande einer Ausgabe steht, r ckt in den Mittelpunkt des vorliegenden Bandes: die praefationes zu den Basler Gesamtausgaben von drei prominenten Kirchenv tern der lateinischen Tradition (Ambrosius von Mailand, Augustinus von Hippo und Gregor der Gro e). In der fr hen Neuzeit (bis ca. Mitte 16. Jh.) war Basel ein europaweit bekanntes Zentrum f r die Buchproduktion und die Edition antiker und fr hchristlicher Autoren. Die Vorreden bzw. Widmungsbriefe der Ausgaben dieser Schriftsteller beleuchten das geistlich und philologisch gepr gte Interesse f r die genannten Autoren, die in der Zeit des Humanismus und der Reformation wiederentdeckt und neu gelesen wurden. Diese praefationes sind kulturhistorisch aufschlussreiche und sprachlich oft kunstvoll gestaltete Paratexte. Sie lagen bisher zumeist nur in den jeweiligen Fr hdrucken vor; hier werden sie zum ersten Mal kritisch ediert und durch eine deutsche bersetzung sowie einen knappen Kommentar erschlossen. TABLE OF CONTENTS Einleitung 1. Die praefationes in Patres 2.Aufbau der vorliegenden Edition 2.1. Bibliographischer berblick 2.2. Kritischer Text: Editionsprinzipien 2.2.1. Kritischer Apparat 2.2.2. Weitere Apparate 2.2.3. Kommentar 2.3. bersetzung Abk rzungen Text, Kommentar und bersetzung Ambrosii Opera, Basel, Johann Amerbach, 1492 Ioannes de Lapide, praefatio in Ambrosii Opera 1492 Ambrosii Opera, Basel, Johannes Petri, 1506 Conradus Leontorius, praefatio in Ambrosii Opera 1506, P. 1 Conradus Leontorius, praefatio in Ambrosii Opera 1506, Registrum (Si tibi) Conradus Leontorius, praefatio in Ambrosii Opera 1506, Registrum (Accipe quicunque) Ambrosii Opera, Basel, Johannes Petri, 1516 Andreas Hartmanni, praefatio in Ambrosii Opera 1516 Ambrosii Opera, Basel, Johann Froben, 1527 Erasmus, praefatio in Ambrosii Opera 1527, T. 1 (Prisci mortales) Erasmus, praefatio in Ambrosii Opera 1527, T. 1 (Primus hic) Erasmus, praefatio in Ambrosii Opera 1527, T. 2 Erasmus, praefatio in Ambrosii Opera 1527, T. 3 Erasmus, praefatio in Ambrosii Opera 1527, T. 4 Ambrosii Opera, Basel, Froben, 1538 Sigismundus Gelenius, praefatio in Ambrosii Opera 1538, T. 1 Ambrosii Opera, Basel, Froben, 1555 Ioannes Costerius, praefatio in Ambrosii Opera 1555, T. 1 Anonymus (Ioannes Costerius), praefatio in Ambrosii Opera 1555, T. 1 Ioannes Costerius, praefatio in Ambrosii Opera 1555, T. 2 Ioannes Costerius, praefatio in Ambrosii Opera 1555, T. 3 Martinus Stella, praefatio in Ambrosii Opera 1555, Index Augustini Opera, Basel, Johann Amerbach, 1506 Conradus Leontorius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 1 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 1 (Etsi iuxta) Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 1 (Ecce igitur) Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 2 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 3 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 4 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 5 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 6 Conradus Leontorius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 7 Conradus Leontorius, postfatio in Augustini Opera 1506, P. 7 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 8 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 9 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 10 Ioannes Amorbachius, praefatio in Augustini Opera 1506, P. 11 Ioannes Amorbachius, postfatio in Augustini Opera 1506, P. 11 Augustini Opera, Basel, Froben, 1528/29 Erasmus, praefatio in Augustini Opera 1528/29, T. 1 Erasmus, praefatio in Augustini Opera 1528/29, T. 2 (Erasmus), praefatio in Augustini Opera 1528/29, T. 3 Erasmus, praefatio in Augustini Opera 1528/29, T. 6 Anonymus, praefatio in Augustini Opera 1528/29, T. 8 Erasmus, praefatio in Augustini Opera 1528/29, T. 9 (Erasmus), praefatio in Augustini Opera 1528/29, T. 10 Augustini Opera, Basel, Froben, 1541/43 Anonymus (Sigismundus Gelenius?), praefatio in Augustini Opera 1541/43, T. 1 Anonymus (S. Gelenius?), praefatio in Augustini Opera 1541/43, Indices Augustini Opera, Basel, Froben, 1556 Anonymus (Hieronymus Frobenius?), praefatio in Augustini Opera 1556, T. 1 Gregorii Magni Opera, Basel, Froben, 1551 Huldrichus Coccius, praefatio in Gregorii Magni Opera 1551 Autorenverzeichnis Kirchenv ter Vorredenverfasser Drucker Quellenverzeichnis Literaturverzeichnis Personenregister
THE MODERN LIBRARY / The metropolitan opera guild, inc.. 1940. In-8. Relié toilé. Etat d'usage, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Quelques rousseurs. 512 pages - nombreux bouts de partitions - nombreuses illustrations en noir/blanc type bandeaux et culs de lampe - en anglais - dos insolé - tranche de tête teinte en noir. . . . Classification Dewey : 420-Langue anglaise. Anglo-saxon
MARY ELLIS PELTZ- LAWRENCE ROBERT- SEREBRIAKOFF ALEXANDRE (illustrations) - sommaire : opera is born, opera comes of age, opera shows off the voice, opera dresses up, opera becomes music drama, opera waves the flag, opera takes it personally, opera invades the countryside, opera turns to crime, opera at the crossroads, the mechanics of opera production, metropolitan summary, ... Classification Dewey : 420-Langue anglaise. Anglo-saxon
BARBIER, Jules - CARRE, Michel - GOUNOD, Charles - Massé, Victor - Meyerbeer, Giacomo - Narnier, Jules - Scribe, Euguène - Thomas, Ambroise - VERDI, G.
Reference : 123862
(1870)
1870 Un volume in-12, reliure demi-percaline composé de plusieurs pièces d'opéra reliées ensemble dont voici la liste exhaustive : Le Trouvère (Il Trovatore), opéra en quatre actes. Musique de G. Verdi. Traduction française d'Emilien Pacini. Divertissements de M. Petipa. Décors de MM. Despléchin, Cambon, Thierry, Nolot et Rubé. Représenté pour la première fois à Paris, sur le théâtre Impérial de l'Opéra, le 12 janvier 1857. Nouvelle édition. Paris, Michel Lévy Frères, Editeurs, A la Librairie Nouvelle, 1870, 44 pages.Rigoletto ou Le Bouffon du Prince, opéra en quatre actes. Musique de G. Verdi. Traduction française d'Édouard Duprez. Représenté pour la première fois, à Paris, sur le Théâtre-Lyrique le 24 décembre 1863. Nouvelle édition. Paris, Michel Lévy Frères, Editeurs, A la Librairie Nouvelle, 1870, 40 pages.Faust, opéra en cinq actes par Jules Barbier et Michel Carré. Musique de Charles Gounod. Paris, Michel Lévy Frères, Editeurs, A la Librairie Nouvelle, 1871, 60 pages.Violetta (La Traviata), opéra en quatre actes. Musique de G. Verdi. Traduction française d'Edouard Duprez. Représenté pour la première fois, à Paris, sur le théâtre Lyrique le 27 octobre 1864. Nouvelle édition. Paris, Michel Lévy Frères, Editeurs, A la Librairie Nouvelle, 1873, 41 pages.L'Africaine, opéra en cinq actes. Paroles d'Euguène Scribe. Musique de Giacomo Meyerbeer. Paris, Librairie Internationale / G. Brandus & S. Dufour, Editeur de Musique, non daté, 72 pages.Roméo et Juliette, opéra en cinq actes par Jules Barbie et michel Carré. Musique de Charles Gounod. Nouvelle édition. Paris, Michel Lévy, Editeurs, A la Librairie Nouvelle, 1874, 68 pages.Hamlet, opéra en cinq actes par Michel Carré et Jules Barbier. Musique de Ambroise Thomas. Nouvelle édition. Paris, Michel Lévy Frères, Editeurs, Librairie de l'Opéra, 1872, 60 pages.Paul et Virginie, opéra en trois actes, six tableaux. Paroles de Jules Narnier et Michel Carré. Musique de Victor Massé. Nouvelle édition. Paris, Calmann Lévy, Editeur, Ancienne Maison Michel Lévy Frères, A la Librairie Nouvelle, 1877, 64 pages.
Bon état - Trace de stylo à plume sur la page de titre d'Hamlet - Menus frottements sur les mors, coiffes et tranches Bon
André Boll (1886-1972) était un musicologue français et critique musical. Il est notamment connu pour ses travaux sur l'opéra et sa vision de l'opéra du futur. "L'opéra de l'avenir - Étude polémique" est l'un de ses ouvrages les plus célèbres. Publié en 1912, cet essai polémique explore les transformations de l'opéra et propose des idées novatrices pour son évolution future. Boll remet en question les conventions de l'opéra traditionnel et propose des idées audacieuses sur la dramaturgie, la musique, la mise en scène et la relation entre la musique et le texte dans l'opéra. Dans cet ouvrage, Boll soutient l'idée d'une plus grande intégration entre les éléments musicaux et les éléments scéniques dans l'opéra, remettant en question les structures traditionnelles de l'opéra et proposant de nouvelles formes de narration musicale. Il suggère également l'utilisation de techniques modernes de mise en scène et de scénographie pour rendre l'opéra plus visuellement attrayant et stimulant. "L'opéra de l'avenir - Étude polémique" a suscité des débats et des discussions dans le milieu musical de l'époque et a contribué à alimenter les réflexions sur la modernisation de l'opéra. L'ouvrage a marqué une étape importante dans la réflexion sur l'évolution de l'opéra au début du XXe siècle. Bel exemplaire enrichit d'un envoi de André BOLL à Francis AMBRIERE; écrivain français né le 27 septembre 1907 à Paris et mort le 1er juillet 1998 à Bonvillers, qui a reçu rétroactivement le prix Goncourt 1940 pour son livre Les Grandes Vacances, prix qui fut décerné en 1946 en raison de la Seconde Guerre mondiale. Broché In 12 (12x19cm). 107 pp Olivier Perrin, Paris, 1968. ref/78/2
1929 Paris, 1929 - Plaquette in folio; Couverture illustrée en couleurs par Ivan Bilibine et 32 feuillets non chiffrés, dont deux feuillets comportant des illustrations contrecollées en couleurs (maquettes et costumes de Korovine). Plaquette brochée telle que parue, Programme de la saison 1929 de l'Opéra privé de Paris, avec "Prince Igor" de Borodine (scènes décrites en français et en anglais).couverture defraichie,dos fendu,quelques taches en marge,sinon correct
Paris Publicité commerciale et théatrale sans date (le dessin de couverture est daté de 1928 - ), une plaquette petit in-folio 24,4x31,5 cm, brochée sous couverture imprimée en couleurs d"après un dessin de Bilibine, non paginé (52 pages). Le feuillet central est dégrafé, Programme du Ballet Russe "Prince Igor", opéra en 4 actes et 5 tableaux, musique de Borodine. Historique de l"Opéra Privé de Paris créé par Maria Kousnezoff-Massenet et son mari Alfred Massenet, un portrait de Maria Kousnezoff-Massenet contrecollé, en couleurs, deux maquettes de décors et six costumes en couleurs par Korovine contrecollées, photos des artistes, une maquette de décor et six maquettes de costumes reproduits en n&b par Korovine, nombreuses publicités illustrées, couverture illustrée en couleurs de Bilibine. Ballets Russes] Opera Privé de Paris1929 Premiere Saison ProgramProfusely illustrated 1929 program for the Opera Privé de Paris production of “Prince Igor” by Borodine. 9.5 x 12.5 inches. 28 pp. Nine tipped-in color plates, including a portrait of its star singer, Maria Kousnetzoff; and, by Konstantin Korovine, six character costumes and two stage sets. The color cover is by J. Bilibine. Also included are full-page portraits of Madame Alexandra Balachova and of baritone Michel Benois, as well as many smaller photographs of other participants such as orchestra director Emil Cooper and choreographer-dancer Michel Fokine (who, a few years later, developed the famous Ballet based on Prince Igor). Started after the death of Diaghilev in 1929, the Opéra Privé de Paris was another continuation of the Ballets Russes. Co-directed by Maria Kousnezoff-Massenet, they performed Russian operas and ballets in Paris, Barcelona and London in the late 1920s and 1930s.The painter Konstantin Korovin (1861-1939) began designing stage sets for the Mamontov opera house in 1885, and increasingly did work for the theatre, moving to the Mariinsky Theatre in St Petersburg at the beginning of the century. In 1923 he moved to Paris and spent most of the rest of his life designing stage sets for major theatres around the world. The Russian artist, illustrator of books, set and costume designer Ivan Bilibin (1876-1942) did much work for the Ballets Russes. His work was strongly influenced by Russian folk and medieval art. Boris Bilinsky (1900-1948) was commissioned in 1927 to produce the graphic designs for the French release of Fritz Lang’s film Metropolis. Remise de 20% pour toutes commandes supérieures à 200 €
[Au Bureau du Répertoire Dupon ] - PLANARD ; DE SAINT-GEORGES ; ETIENNE
Reference : 39505
(1827)
1 vol. in-18 reliure demi-basane verte, Marie, opéra-comique en trois actes, Paroles de M. E. de Planard, musique de M. Hérold, Représenté pour la première fois sur le Théâtre Royal de l'Opéra Comique le 12 août 1826, Chez J.-.B. Dupon, Bruxelles, Janvier 1827, 56 pp. [ Avec : ] Le petit Chaperon Rouge, opéra-féérie en trois actes et en prose de M Théaulon, musique de Boieldieu, représenté pour la première fois sur le théâtre royal de l'opéra-comique, le 30 juin 1818 par les Comédiens ordinaires du Roi, Au Bureau du Répertoire, Bruxelles, 1828, 62 pp. avec portrait de MM. Pradher en costume de Rose d'Amour (Chaperon rouge) en frontispice [ Avec : ] Joconde, ou les Coureurs d'Aventures, présenté pour la première fois le 28 février 1814 sur le théâtre de l'opéra-comique, opéra-comique en trois actes par M. Etienne, musique de M. Nicolo, de Malte, Chez J.-.B. Dupon, Bruxelles, Janvier 1827, 79 pp. [ Avec : ] L'Eclair, opéra-comique en trois actes, Paroles de MM. E. de Planard et H. de Saint-Georges, musique de Halévy, Au Magasin Théâtral, Aug. Jouhaud, Bruxelles, 1836, 64 pp.
Bon état pour ce recueil de livrets d'opéra.
Amsterdam, De Nederlandse Opera, 1991 originele papieren uitgeversomslag met flappen in bruin/geel, 22x16.4 cm., 104 pp., geillustreerd in kleur. ISBN 9050820395.
Wereldpremiere 10 september 1838 Opera de Paris. De opera "Benvenuto Cellini" handelt over een kunstenaar, zijn leven en zijn kunst. Omdat de kunstenaar die in deze opera de hoofdrol speelt en de componist die hem tot onderwerp heeft gekozen beiden hun levensverhaal hebben opgeschreven en aldus een vrij volledig beeld van hen kan gevormd worden, vormen de overeenkomsten en de verschillen tussen hun karakters het centraal thema van dit boek. Inhoud: 1. Enkele essays m.b.t. de uit te voeren opera. 2. De korte inhoud van de opera. 3. Het libretto.
1930-1952. 5 fort volumes in-8 (environ 220 x 175 mm). Maroquin et chagrin prune, titre et nom dorés sur le premier plat, dos à nerfs, dentelle ou deux filets intérieurs dorés, têtes dorées (Bernasconi; H. Lapersonne).
Exceptionnelle collection de photographies dédicacées d’artistes de l’Opéra et de l’Opéra comique. Ces photographies furent recueillies entre 1930 et 1952 par un amoureux de l’opéra, Henri Foucher. Sa collection comprend près de 400 photographies d’artistes dont la moitié sont originales, prises par les grands photographes de l’époque. Les autres sont pour la plupart extraites de programmes. On y voit la cantatrice Lucy Arbell (Vésinet, 1878-Bougival, 1947), l’artiste lyrique Léon Campagnola (Marseille, 1875-Marseille, 1955), la chanteuse d'opéra Gabrielle Ritter-Ciampi (Paris, 1886-Paimpol, 1974), la cantatrice belge Fanny Heldy (Ath, 1888-Neuilly-sur-Seine, 1973), le chanteur d’opéra et acteur russe Fédor Chaliapine (Ometeva, 1873-Paris, 1938), la ballerine et maître de ballet, ancienne danseuse étoile de l'Opéra de Paris, Yvette Chauviré (Paris, 1917-Paris, 2016), le danseur, chorégraphe ukrainien naturalisé français Serge Lifar (Kiev, 1905-Lausanne, 1986), etc. Chaque portrait est dédicacé avec, le plus souvent, un petit mot amical. Le collectionneur a fait relier en tête de chaque volume une page de titre, une table des noms ainsi qu’une dédicace plus longue d’un des artistes immortalisés. On trouve en tête du tome premier deux jolis portraits à la plume dédicacés et signés du baryton Jules Baldous : celui du directeur de l’Opéra Comique et un autoportrait, “Jules Baldous par son ami Jules Baldous”. Magnifique collection luxueusement reliée par Bernasconi, à l’exception du cinquième volume relié après guerre par Lapersonne de manière parfaitement uniforme. Toutes les photographies ont été contrecollées sur papier fort et montées sur onglets.
, Stockmans - Devos , 2019 Hardcover; 720 pages in cassette / foedraal. 4-talige versie NL / UK + DE / FR. . ISBN 9789077207666.
Antwerpen 2008, de Vlaamse Opera. Aviel Cahn wordt aangesteld als de opvolger van Marc Cl meur. Hij is met zijn 33 bij de jongste opera-intendanten van Europa. Aanvankelijk is er enige argwaan rond zijn leeftijd, maar die wordt algauw gecounterd door het gerucht dat hij een magneet zou zijn voor internationaal fris talent en niet terugdeinst om zijn duidelijke visie door te drukken. Op de muur van de kantine komt een duidelijke boodschap te staan: "Wij zijn een operahuis, creatief & gepassioneerd, relevant & actueel. En we delen deze goesting met iedereen." Dit is de aanzet van een 720-pagina's tellend boek over de tien "Cahn Jaren" bij Opera Vlaanderen. Het resultaat van gedurfd en consistent out of the box thinking. Het monumentale boek dat in een kunstige box huist - naar keuze met werk van Koen van den Broek, Kati Heck of Maurizio Cattelan en ToiletPaper - neemt de lezer mee langs een 70-tal operaproducties. De exclusieve fotokatern is ware eye candy. Maar toch is Opera out of the box meer dan een retrospectieve. Het geeft een inkijk in de keuken van het operahuis. Het laat zien hoe belangrijk de neus van de intendant is bij castings, hoe vruchtbaar de kruisbestuiving met andere kunstdisciplines kan zijn, n hoe gewaagd het is om met first timers als regisseur te werken. Het denken in cycli, of hoe ge ngageerd opera wel kan zijn, hoe het operahuis communiceert, vervolledigen het plaatje. "Het boeiende bij opera vind ik de wrijving tussen het verwachtingspatroon van het publiek en wat je uiteindelijk brengt. Toegegeven, ik ben soms graag een agent provocateur. Nooit vrijblijvend, altijd om tot nadenken te stemmen." Aviel Cahn Cahn zwengelde graag het debat aan, waarbij hij de controverse niet schuwde. Op gezette tijden werd het publiek wakker geschud en kreeg het de ruimte om kritisch te blijven tegenover de producties en hun statements. Seizoensthema's verbonden bekende titels met weinig opgevoerde werken. Er waren geen heilige huisjes wat interpretatie betreft. Ook de bondgenoten in dit proces zijn niet de usual suspects. We zien hoe gerenommeerde kunstenaars, modeontwerpers, theaterregisseurs, filmmakers en acteurs vaak voor het eerst de arena van het operahuis binnentraden. Het leverde telkens verrassende invalshoeken op. Dankzij deze gangmakers vonden vaak nieuwe publieksgroepen voor het eerst hun weg naar de opera. Het ergste commentaar dat je als medewerker van de intendant op een creatief voorstel kon krijgen, was: dat is saai. En dat is Opera out of the box allerminst. Het is een boek dat niet louter de operaliefhebber kan plezieren, maar ook boeiend is voor iedereen die avontuurlijk genoeg is om een bijzonder universum te verkennen. Aan het boek werkten 16 auteurs en 10 interviewees mee uit binnen- en buitenland, waaronder recensenten, artistiek leiders, dramaturgen, kerkelijk leiders, theatermakers, librettisten, componisten en regisseurs. Van oscarwinnaar Christoph Waltz en duivels regisseur Peter Konwitschny, tot Bisschop Johan Bonny en cultuurpaus Jerry Aerts, van kunstminnaar Johan Thielemans tot Guy Joosten, ze komen allemaal aan het woord. De rode draad doorheen het boek wordt gevormd door Aviel Cahns persoonlijke en openhartig verhaal van zijn 'Vlaams decennium'.
, , 1751-1753. Manuscrit in-4 à 28 lignes par page de (498) pp., table, veau granité, dos orné à nerfs, pièce de titre en maroquin rouge, tranches rouges (reliure de l'époque).
Rare recueil manuscrit de dix parodies d'opéra parmi les plus représentées au Théâtre de la Comédie Italienne entre 1751 et 1753, à l'époque où le couple Favart entama son règne sur le genre - jusqu’à ce que Charles-Simon devienne directeur de l’Opéra-Comique en 1758 - avec la troupe d'acteurs dont les noms sont indiqués dans chaque distribution : Madame (Justine) Favart, Dehesse, Astrandi, Rochard, Carlin, Chauville etc. « Les réécritures comiques d’opéra, représentées sur les théâtres de la foire et des boulevards comme à la Comédie-Italienne de Paris et sur les théâtres privés, connaissent une vogue étonnante au siècle des Lumières. Parodier l’opéra, ce n’est pas écrire contre l’opéra, mais plutôt participer à sa promotion en jouant le double jeu de la critique et du divertissement. Les parodistes comme Fuzelier, Favart, Romagnesi ou Despréaux, manient autant l’art des vaudevilles que celui du pastiche, et possèdent une riche culture littéraire et musicale. Des opéras de Lully à ceux de Gluck, rares sont les œuvres à succès qui n’ont pas été parodiées ». Contient : 1. Favart (Charles-Simon). Raton en Rosette, ou la vengeance inutile. Parodie de Titon et l'aurore représentée pour la première fois sur le Théâtre de la Comédie Italienne le 28 mars 1753 (66 pp.).2. Gondot (Pierre Thomas). Les Fêtes des environs de Paris. Parodie des fêtes grecques et romaines représentée pour la première fois sur le Théâtre de la Comédie Italienne le 4 juillet 1753 (54 pp.).3. Renout (Jean-Julien-Constantin). Les Couronnes, ou le Berger timide. Pastorale, parodie de la feste de l'hymen ; deuxième entrée des Amours de Tempé (47 pp.).4. Favart (Charles-Simon). Tircis et Doristhée. Pastorale, parodie d'Acis et Galatée représentée pour la première fois sur le Théâtre Italien le 4 septembre 1752 (53 pp.).5. Favart (Charles-Simon). Les Amours de Bastien et Bastienne, parodie du Devin de village représentée pour la première fois sur le Théâtre de la Comédie Italienne le 4 aoust 1753 (32 pp.).6. Favart (Charles-Simon). Les Indes dansantes, parodie des Indes galantes jouées pour la première fois sur le Théâtre de la Comédie Italienne le 26 juillet 1751 (61 pp.).7. Favart (Charles-Simon). Les Amours champêtres, Parodie de l'acte des Sauvages, joués pour la première fois sur le Théâtre de la Comédie Italienne le 1751 (37 pp.).8. Favart (Charles-Simon). Fanfale, parodie d'Homphale représenté pour la première fois sur le Théâtre de la Comédie Italienne le huit mars 1752 (46 pp.).9. Gondot (Pierre Thomas). Les Bergers de qualité. Parodie de Daphnis et Chloé représenté pour la première fois sur le Théâtre de la Comédie Italienne le 1753 (40 pp.).10. Favart (Charles-Simon). Les Amants inquiets Parodie de Thetis et Pelée joués pour la première fois sur le Théâtre de la Comédie Italienne le 1751 (52 pp.)« Le couple Favart marque durablement le genre de la parodie dramatique d’opéra jusqu’à la fin du XVIIIe siècle, puisque des parodies comme Les Amours de Bastien et Bastienne ou encore Raton et Rosette sont représentées bien après la Révolution. Dès les années 1750, Favart est perçu comme le maître de la parodie dramatique. Le duo Favart est une machine bien rodée : que Charles-Simon compose la totalité de la pièce ou ne soit qu’un correcteur au-dessus de l’épaule de son épouse, il a toujours une part au spectacle. Il compose seul ou en collaboration onze parodies entre 1751 et 1762 ; mais il supervise aussi la création des parodies d’opéra de son épouse, écrites à plusieurs mains. Son épouse est l’attraction de la Comédie-Italienne. Elle se produit dans toutes les parodies créées sur ce théâtre en l’espace de dix ans (trente de 1751 à 1762) ; les parodistes composent, à cette époque, pour ses talents. « Le rôle de Tircis est rendu dans la plus grande perfection par Mlle Favart, qui est la plus aimable chanteuse de vaudevilles que nous ayons eue : elle est aussi charmante dans son travestissement que dans son état naturel : qu’elle soit nymphe, bergère ou savoyarde, qu’elle danse, qu’elle chante, sous quelque forme qu’elle se présente, elle est sûre de plaire ». Les Amours de Bastien et Bastienne, parodie du Devin du village de Rousseau par Mme Favart et Harny de Guerville synthétise bien l’omniprésence des Favart et surtout les innovations qu’ils proposent sur la scène italienne à partir des parodies dramatiques d’opéra. Favart s’impose comme le père de la parodie ; Harny de Guerville écrit ainsi dans l’avertissement qui précède l’édition de son opéra-comique Le Petit-Maître en province : « On me pardonnera aisément de citer par préférence M. Favart. Il est permis à un écolier d’avoir quelque prédilection pour son maître. C’est lui qui m’a donné les premières leçons de l’art dramatique. Bastien a été fait sous ses yeux. » Mme Favart impose sa réforme du costume : « Ce fut elle qui, la première, observa le costume ; elle osa sacrifier les agréments de la figure à la vérité des caractères […] Dans Bastienne, elle mit un habit de laine, tel que les villageoises le portent ; une chevelure plate, une simple croix, les bras nus et des sabots. » L’hégémonie des parodies des Favart s’observe, en outre, par leur reprise outre-Rhin et en province » (Pauline Beaucé).Manuscrit du XVIIIe siècle, d'une belle écriture, très lisible. Ex-libris manuscrit ancien à l'encre brune "Mr Teilhard de Rochecharles" (Pierre Teillard de Rochecharles ? lieutenant général du bailliage d'Andelat, auteur de La Haute-Auvergne sous l'Ancien régime).Pauline Beaucé, Parodies d’opéra au siècle des Lumières : Évolution d’un genre comique. Rennes, Presses universitaires de Rennes, 2013.
VERDI (Giuseppe) ; DU LOCLE (Camille, trad.) ; NUITTER (Charles, trad.)
Reference : 1365
(1880)
Paris : Léon Escudier, s. d. [1880]. « AÏDA APPARTIENT PAR SON ORIGINE ET SA DESTINATION PREMIÈRE À L'OPÉRA DE PARIS »
In-4° (282 x 191 mm), [1] f. - 313 pp. paginées 307 pp, avec 124(1)-(6), demi-basane verte, dos lisse orné de filets, couverture lithographiée conservée. Première édition de la partition définitive d'Aida (L. E. 3603), avec le livret en français, parue à l'occasion de la représentation de l'opéra au Palais Garnier en mars 1880. L'exemplaire porte au premier feuillet le tampon humide « SOUVENIR DU 22 MARS 1880 » et la signature autographe de Giuseppe Verdi, qui dirigea la représentation. On a trouvé la trace de deux autres exemplaires porteurs de ce tampon (Sotheby's, Music, 10 juin 2009, lot 130 qui n'est autre que le n°660 de la 3e vente en juin 2017 de la collection Pierre Bergé ; Sotheby's, Music, 24 mai 2016, lot 165). L'ouvrage est en outre enrichi de nombreuses annotations manuscrites au crayon et crayons de couleur bleu et rouge. On relève surtout des notes de mise en scène (didascalies et schémas du placement des chanteurs sur la scène), mais également quelques corrections au livret et à la partition. Ces annotations concernent principalement le rôle de Radamès. Aida (ou Aïda), opéra en 4 actes commandé par le khédive égyptien à l'occasion de l'inauguration du Canal de Suez, est créé le 24 décembre 1871 à l'Opéra du Caire. L'opéra est donné à Paris au Théâtre-Italien en 1876 ; la même année, Camille du Locle et Charles Ruitter font paraître chez Escudier une traduction française du livret d'Antonio Ghislanzoni. L'éditeur en vend aussitôt les droits de représentation au Théâtre de la Monnaie de Bruxelles, et est attaqué en justice par Verdi et les traducteurs. La première parisienne de la version française d'Aida a lieu en 1878 au théâtre Ventadour. En 1880, donc, l'Aida français a quelque chose de « déjà-vu ». Toutefois, pour la représentation du Palais Garnier, Verdi lui-même est invité à diriger l'orchestre, honneur qu'on avait même refusé à Wagner. Le compositeur retravaille pour l'occasion les scènes de ballet : la partition s'en trouve augmentée de 6 pages, imprimées à part par l'éditeur (pp. 124 (1)-124(6), bien présentes dans cet exemplaire). Le spectacle est un événement. Le Moniteur Universel rapporte : « Ce soir, pour donner à mes lecteurs la composition du public, c'est tout Paris - ce tout Paris qu'on prétend voir toujours et partout - c'est littéralement tout Paris qu'il me faudrait nommer. Tout Paris artiste, littéraire, élégant, officiel, financier et mondain. » (24 mars 1880). Mais le public comme la presse s'interrogent sur la place de la musique italienne à l'opéra national. Une discours de « francisation » d'Aida se développe, insistant notamment sur le rôle de l'égyptologue Auguste Mariette dans la conception du scénario. Celui-ci, travaillant de concert avec Verdi (et ce grâce à la médiation de Camille du Locle, l'un des traducteurs du livret) avait également dessiné les costumes et décors de la première du Caire. Un journaliste du Voltaire décrète ainsi, au lendemain de la représentation : « Aïda [...] appartient par son origine et sa destination première à l'Opéra de Paris : en ouvrant aujourd'hui ses portes à cette oeuvre capitale de Verdi, notre première scène lyrique ne fait donc que reprendre son bien. » PROVENANCE : « C. Canton mars 85 », mention manuscrite au verso de la première garde blanche. Une citation au crayon copiée de la même main au verso de la première garde. DI PROFIO, Alessandro. « 'Aïda's' French Premiere at the Opéra in 1880. » Studia Musicologica, vol. 52, no. 1/4, 2011, pp. 429-41. ON JOINT : CH. GOUNOD / J. BARBIER / M. CARRÉ. Roméo et Juliette. Opéra en 5 actes. Paris : Choudens père et fils, après 1873. In-4° (281 x 200 mm), [1] f. - 258 pp. [numérotés 1-278 avec. 133 (3-7) et manque des pp. 65-80], demi-toile chagrinée brune. Partition pour piano et chant, avec plusieurs annotations de la même main que l'ouvrage précédent. Manque les pp. 65-80, arrachées. Déchirure aux pp. 81-2. Coiffes et coins arasés. Frottements, habiles restaurations à une petite partie de la coiffe de tête et à l'extrémité en queue du mors supérieur (4 cm), habiles restaurations en marge interne sur quelques feuillets.
[Schlesinger] - SCRIBE ; ROMAGNESI ; ROGER, Joseph ; CARAFA ; PANSERON
Reference : 27432
(1822)
1 vol. in-4 reliure de l'époque demi-chevrette verte, circa 1820-1830, Schlesinger et alii, contient : J. Roger : Les regrets de Chactas au tombeau d'Atala. Paroles de Mr. W... C... Nocturne en forme de scène mis en musique avec accompagnement de Piano dédié à Mr. F. Falconet de Naples, par J. Roger [ Suivi de : ] La Muette de Portici, Opéra en 3 actes, Paroles de MM. Scribe & Germain Delavigne, Musique de D.F.E. Auber avec accompagnement de Piano ou Harpe. n° 10, 14, 5, 15 [ Suivi de :] Le Comte Ory, Opéra en deux actes, Paroles de MM. Scribe et Poirson, Musique de G. Rossini. N°3, 10, 9 [ Suivi de : ] Les Deux Nuits. Opéra comique. Air chanté par Mr. Chollet, Paroles de MM. Bouilly et Scribe, musique de Mr. A. Boieldieu N° 4, 6, 7, 10, 14, 15, 11, 2 [ Suivi de : ] La Fête du Village voisin, air chanté par Martin, paroles de Mr. Sewrin, musique de Boieldieu n° 5 [ Suivi de : ] Le Barbier de Séville Opéra en grande partition avec texte italien et français, Paroles de M. Castil-Blaze, musique de Rossini n° 2 [ Suivi de : ] Masaniello ou le Pécheur Napolitain. Paroles de Moreau et Lafortelle, musique de Carafa n° 9, 1, 5, 4 [ Suivi de : ] Le Colporteur, Opéra comique en 3 actes, paroles de Mr. Planard, musique de Mr. G. Onslow, n° 11 [ Suivi de : ] La Nouvelle somnambule, vaudeville en trois actes, paroles de Mr. Théaulon, romance chantée par Mr. Lafont, mis en musique par A. Rogat, n° 294 [ Suivi de : ] Romance de la Nouvelle Somnambule chantée par Mlle J. Colon au Théâtre du Vaudeville, paroles de Mr. Theaulon, musique composée et dédiée à Mademoiselle Jenny Colon, par J. Doche n° 293 [ Suivi de : ] Te faut-il plus ? Te faut-il moins ? Romance de Mr. le Cte Jules de Rességuier, mise en musique par A. Romagnesi [ Suivi de : ] Ouvrez-moi ? Chansonnette Paroles de M. Eugène Scribe, musique de F. E. Auber [ Suivi de : ] Le tems, le plaisir et la peine, chansonnette de Mr. Justin-Gensoul, mise en musique par A. Romagnesi [ Suivi de : ] Il est Parti, Romance de M. Charles Hebert, par Achille Hebert [ Suivi de : ] Les Fruits de l'Education, chansonnette de Mr. H. T. Poisson, musique d'Edouard Bruguière [ Suivi de : ] Monsieur Botte. Vaudeville. Ronde du milicien chantée par Mlle Flore, paroles de Mm. Dupeuty et de Villeneuve, musique d'A. Adam [ Suivi de :] Les Aveux de Lucette. Chansonnette de Mr. Edouard L., mis en musique avec accompagnement de Piano par Mlle Anaïs Roger [ Suivi de : ] L'Ermite. Chansonnette. Paroles de Mr. Vaissière, mise en musique par Joseph Roger [ Suivi de : ] La Mère et l'Amant, chansonnette de Mr. Justin-Gensoul, mise en musique par A. Romagnesi [ Suivi de : ] Dans l'ombre de la nuit. Chansonnette Paroles d'E. L. Mise en musique par Anaïs Roger [ Suivi de : ] Qui vous a vu doit vous aimer toujours. Romance. Paroles de Mr. Musique d'Auguste Panseron
Très intéressant recueil de partitions publié sous la Restauration, contenant notamment bon nombre de titres lithographiés tout à fait typiques. On remarquera notamment "Les regrets de Chactas au tombeau d'Atala" ou "Romance de la Nouvelle Somnambule chantée par Mlle J. Colon" (lith. de H. Monnier) et "Ouvrez-moi ? Chansonnette Paroles de M. Eugène Scribe". Etat très satisfaisant (accroc à 2 ff. sans mq., rel. frottée en dos et coins, bon état par ailleurs).
[Tresse et Stock Lelong Hartmann] - SCRIBE, Eugène ; BLAU, Alfred ; GRAMONT, Louis de ; DAUGLAS ; D'ENNERY
Reference : 39487
(1862)
1 vol. in-12 reliure demi-basane verte, Les Huguenots. Opéra en cinq actes (Eugène Scribemusique de Meyerbeer), Tresse et Stock, Paris, 1886, 81 pp. - Esclarmonde. Opéra romanesque en quatre actes et huit tableaux dont un prologue et un épilogue (Alfred Blau et Louis de Gramont, musique de Massenet), G. Hartmann et Cie, Paris, 1889, 59 pp. et 2 ff. - Sigurd. Opéra en quatre actes et neuf tableaux (Camille du Locle & Alfred Blau, musique de Reyer), Presse et Stock, Paris, 1885, 60-7 pp. - Le Cid (d'après G. de Castro & Corneille, d'Ennery, Gallet et Blau, musique de Massenet), Tresse & Stock, Paris, 1886, 51 pp. - Opéra en quatre actes et dix tableaux (D'Ennery, Louis Gallet & Edouard Blau) - Martha ou le Marché de Richmond. Grand-opéra (Semiserio) en 4 actes et six tableaux (Paroles françaises de M. Louis Dauglas, musique de Florow), J.-A. Lelong, Bruxelles, 1862, 59 pp.
Bon état pour ce recueil de livrets d'opéras.
Rolls House Publishing Company. November 1964. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. Paginé de 705 à 768. Nombreuses photographies en noir et blanc dans et hors texte.. . . . Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Revue en anglais. Sommaire : People, 58 : Carlo Maria Giulini by Marion Harewood, Arthur Benjamin and Opera by Alan Boustead, Summer Festivals : Salzburg and Venice, Supplement - coming events, including continental Opera House Plans, and Opera calendar for November-December Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Rolls House Publishing Company. February 1965. In-12. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. Paginé de 80 à 152. Nombreuses photographies en noir et blanc dans et hors texte.. . . . Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Revue en anglais. Sommaire : Editor's comment : Maintaining standards, The London Opera Season, 1865 by D.C. Kinrade, The Mines of sulphur : Richard Rodney Bennett is interviewed by Noël Goodwin, Wagner's Shakespearean Opera by George Badasconyi, Opera in East Berlin by Ernst Krause Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Y.T.R.A.. Octobre 1994. In-4. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 96 pages. Nombreuses illustrations en couleurs et noir et blanc dans et hors texte.. . . . Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Sommaire : Opéra de Nice, un entretien avec Jean Albert Cartier, nouveau patron de l'Opéra de Nice, Opéra d'Israël, Jean Philippe Courtis, la basse française est en vedette en cet automne 1994, Centenaire Chabrier (VII), La musique et ses éditeurs (III) Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Opéra National de PAris. 1995. In-Folio. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. Environ 20 pages.Nombreuses photographies en noir et blanc dans et hors texte.. . . . Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Un ballet de Martha Graham entre au répertoire - Le journal de Nijinski - Lucia di LAmmermoor - Un bal Masqué - La Damnation de Faust- Le jeune public et l'Opéra de Paris - Concert Marcel Landowski - Quand les costumes de l'Opéra entrent au Musée - Dix mois d'Ecole et d'Opera un défi à l'échec scolaire. Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Amsterdam, Apud Ioannem Blaeu, 1668. 4to. All eight parts bound in two excellent, contemporary full vellum bindings with yapp edges and neat handwritten titles to spines. Some sections of leaves quite browned, due to the paper quality, but the greater part of the leaves (and all the plates) is crisp and bright. An excellent copy. Woodcut printer's device to title-page, woodcut initials an vignettes, woodcut and engraved text-illustrations (diagrams). (4) pp., folded engraved portrait of Hobbes (W. Faithorne sculp)folded, 40 pp. + pp. 40,b-m, pp. 41-44 + 2 plates" 146 pp. + 1 blank + 1 plate (8), 261, (1) pp. + 1 blank + 13 plates 86 pp. + 1 blank + 8 plates (16), 174 pp. + 1 blank 42 pp. + 1 blank + 1 plate 64 pp + 5 plates" (4), 365, (15 - Indices, incl. errata and ""Scripturae Sacrae"") pp. + 1 blank. - I.e. fully complete, with all 30 folded, engraved plates (depicting diagrams), all half-titles, and all blanks. Conforming exactly to the Macdonald&Hargreaves collation (our copy without the ""Quadratura Circuli"", which, according to Macdonald&Hargreaves, is ""probably a later insertion"", but which ""is included in some copies and has a title-page of it's own"". Copies without this part, which does not actually belong to the edition, are early and more desireable. Most copies have this later inserted part and thus 31 plates).
The extremely scarce first edition of the first collected edition of Hobbes' works, being the most desirable, the most sought-after and by far the most important. It is to this collected edition that one still refers when quoting Hobbes' works academically. It is furthermore here that Hobbes' seminal main work, Leviathan, appears for the first time in Latin.It is a great rarity to find all eight parts of this seminal edition, all of which were probably also sold separately from the printer, together and complete. Another edition of the work appeared later the same year, also with Amsterdam, Blaeu imprint, but actually printed in London. That edition, which is the one found in most library-holdings, is much more common and far less desireable, albeit still rare. ""Il faut voir si les huit parties indiquées sur un f. après le frontispiece sont réunies dans l'exempl. Il y a une édit. moins complète faite à Londres, sous la même dat"" on y lit sur le frontispice, après le nom de Blaeu: ""prostant etiam Londini apud Corn. Bee"". Le portrait de Hobbes, par Faithorne, a été ajouté à quelques exemplaires."" (Brunet III:239-40).""According to Macdonald&Hargreaves, ""[t]here seems to be no uniformity in the order of arrangement of the eight sections of this work. We have seen three (2 vol.) copies bound in the order given on *2r (q.v. in contents) and have arranged the collaction the same way."" Our copy is bound in exactly this way. The hugely important ""Opera Philosophica... Omnia"", or ""Opera Omnia"" as it is often referred to, constitutes Hobbes' only successful attempt to have his philosophy published during the period. In 1662 the Licensing Act, a statute requiring that all books had to be approved in advance of publication by the Archbishop of Canterbury or the Bishop of London, was enforced, after which Hobbes found himself completely barred from having his political, theological, and historical works published. After his hugely successful 1668 Latin ""Opera Omnia"", printed in Amsterdam, he did not dare publish his works abroad either, however, and the ""Opera Omnia"" remained the only important philosophical or political work of his to be published during the period. It was a great sales success. The most important part of the 8 part comprising ""Opera Omnia"" is the 378 page long final part, which constitutes the editio princeps of the Latin translation of Hobbes' groundbreaking main work, the work from which the ""social contract"" theory originates, his seminal ""Leviathan. ""The Latin ""Leviathan"" was published towards the end of 1668 within the framework of an edition of Hobbes's collected Latin works, the so-called ""Opera Omnia"" [i.e. Opera Philosophica... Omnia], published with Johan Blaeu in Amsterdam. ""Leviathan, sive De Metria, Forma, & Potestate Civitatis Ecclesisticae et Civilis. Authore Thoma Hobbes, Malmesburiensi"" is the eighth and last piece of this collection and the only one published there (in Latin) for the first time"" it is therefore the only text to receive (on its last page) a list of errata. The three chapters making up an ""Appendix ad Leviatham"" (and replacing the ""Review and Conclusion"" of the English edition) need not detain us here, as they are proper to the Latin version. We only want to note in passing that the few translations from the English ""Leviathan"" contained in the last chapter of his ""Appendix"" was worked out independently of the translation and in fact prior to it."" (Rogers, Karl Schuhmann, ""Thomas Hobbes Leviathan, Vol. 1"", p. 241).Not only is this the first Latin edition of Hobbes' main work, it is furthermore of great importance to the study of the Leviathan and to the understanding of the development of Hobbes' thought. All later editions of the Latin version of ""Leviathan"" are greatly corrected and none of them appear in the same version as the present one, which provides us with the text in the form that comes closest to what Hobbes himself desired his masterpiece to be. ""[...] Given these results, we may conclude that LL [i.e. the 1668 Latin Leviathan] should be counted an important source for the text of the English ""Leviathan"". LL is definitely more than a translation that teaches us little or nothing about the text translated. On the contrary, it is based on an independent manuscript copy of ""Leviathan"", and more specifically on a copy Hobbes had kept with him all the time and had apparently continued to annotate and correct. The variants of LL must therefore be treated with the greatest care wherever there are textual problems in ""Leviathan"", and not only in those cases in which the text of all English versions is defective. Even where it is a matter of deciding between given variants, LL should have an important, if not decisive voice. Given the fact that LL was worked out integrally by Hobbes at a rather late date, it must also be considered to contain his last decisions regarding the text as a whole. (Rogers, Karl Schuhmann, ""Thomas Hobbes Leviathan, Vol. 1"", p. 249).Soon after this first Latin edition, many others appeared:""So far, when speaking of LL [i.e. Leviathan in the Latin version] and quoting this work, we have always and only been referring to its 1668 edition as published within Hobbes' ""Opera Omnia"". But there were also other editions after that date. The first of these appeared in 1670 as a separate edition. It has, unsurprisingly the same imprint as the 1668 edition, for it was published as before with Johan Blaeu, who only added to the title page the bibliographical information ""Amstelodami, Apud Joannem Blaeu. M.DC.LXX."" Another separate edition was published ""Londini. Apud Johannem Tomsoni. M.DC.LXXVI."" and a third one, also with John Thom(p)son, ""Londini Typis Joannis Thomsonii, M.DC.LXXVIII.""."" (Rogers, Karl Schuhmann, ""Thomas Hobbes Leviathan, Vol. 1"", p. 250).Macdonad&Hargreaves: 104" Brunet III:239-40.
Strassburg, Knobloch, 1506-7 + 1511 4to. Bound in one very nice full mottled calf binding from ab. 1800, with five raised bands to richly gilt spine. A bit of wear to extremities. Occasional browning, but all in all very nice and clean. 289 ff (without the white blanks) + (4), xcvi, (7), (4, -index & errata).
Scarce first edition of Giovanni Francesco Pico's seminal ""Opera"", issued by Pico himself, in which some of his most important works appear for the first time, e.g. ""De Rerum Praenotatione"", ""De fide ordine"" and the ""Staurostichon"" as well as his translation of Justin the Martyr's ""Admonitio"", here bound with the highly important second edition of the ""Hymni heroici tres"". The present publication occupies a central place in the development of Renaissance thought. Through the ""Opera"" of Pico, skepticism came to play a dominant role in the development of early modern thought. ""Telesio, Bruno, Galileo, and others also employed the same arguments which Pico had brought to the consciousness of Renaissance Europe. Gianfrancesco Pico's skeptical techniques did not die with him, but lived on to produce a tangible, recognizable influence on the intellectual ambience of early modern Europe."" (Schmitt, p. 7). This seminal ""Opera"", published 13 years before the publication of Pico's magnum opus (""Examen Vanitatis"") and 26 years before his death, is of the utmost importance to the development of Pico's thought and to the development of Renaissance thought in general - ""a study on the philosophy of Gianfrancesco Pico della Mirandola would furnish an important addition to our knowledge of the philosophy of the Italian Renaissance"" (Schmitt, p. (VII)). The many important works in the present publication are known under the joint title ""Opera aurea & bracteata"" or ""Liber imaginationis"". The publication is made up of 9 parts, all of which were also intended for separate sale (and which all have separate paginations). The works included are: ""De rerum praenotatione etc."", ""De fide et ordine credenda"", ""De morte Christi & propria cogitanda libri tres"", ""De studio divinae & humanae philosophiae, libri duo"", ""De imaginatione"", ""Vita Io. Pici patrui. Eiusdem de uno & ente/ defensio & alia quaepiam"", ""Epistolarum libri quattuor "", the translation of Justini's "" Admonitio "" - together with ""Saurostichon/de mysterijs Germaniae Heroico carmine"" and ""Expositio tex. decreti de con. dis.ii. Hilarii"", and then follows "" Ad lectorum "" - 6 of the works here are FIRST PRINTINGS. The second edition of the ""Hymni heroici"" is of the utmost scarcity. It originally appeared in 1507, but only the second edition also contains Pico's famous poem ""Staurosticon"".This magnificent collection of works by ""the first modern sceptic"" and ""the only serious student of Sextus before the middle of the sixteenth century"" (Copenhaver & Schmitt) constitutes a milestone in Renaissance thought. The seminal work ""De rerum praenotatione"", which appears here for the first time, is among the most important that Pico wrote. It constitutes a fierce attack upon superstition, and a defense of the true religious truths - theories that underpin ALL of his later thought and are of fundamental importance to his later works, including the ""Examen"". ""This is a lengthy work (second in length only to the ""Examen Vanitatis"" among Pico's works) against pretended modes of prophesy. It is of the same genre as Giovanni Pico's work against astrology and is dedicated to the author's cousin and protector, Alberto Pio. It was first printed in the ""opera"" of 1506-07… There is no substantial portion of the work extant in manuscript."" (Schmitt, p. 192). The ""de fide et ordine"", which also appears here for the first time, is likewise one of Pico's significant works, although not as philosophical as the previous work. ""This is a work of medium length, principally theological, but of some philosophical importance. It was dedicated to Pope Julius II in the first printed edition of 1506-07"" (Schmitt, pp. 193-94).The ""Staurostichon"" is Pico's most famous poem, dedicated to Emperor Maximilian. In spite of the few pages it takes up, it has been the subject of much debate and interpretation throughout the centuries. Apparently ""[t]he extant manuscript seems to have been made after the first printed edition [i.e. the present]."" (Schmitt, p. 196).Pico's translation of the ""Admonitio"" (which is no longer attributed to Justin the Martyr) is of great importance. ""The first printing of the translation, which is dedicated to Zanobi Acciaiuoli, was in the ""opera"" of 1506-07. It was often reprinted, remaining a standard translation for most of the sixteenth century."" (Schmitt, p. 200). The four books of Pico's letters are also printed here for the first time. ""In the three editions of the ""Opera"" are printed four books of letters. These were prepared for the edition of 1506-07 and were reprinted with few additions in the later editions. Consequently, it seems that the bulk of Pico's personal letters written after 1505 have not come down to us."" (Schmitt, p. 200). Giovanni Francesco [Gianfranceso] Pico della Mirandola (1470-1533), not to be confused with his uncle Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494) was a highly important Renaissance thinker and philosopher, who was strongly influenced by the Neoplatonic tradition, but even more so by the preaching of Girolamo Savonarola, whose thought he defended throughout his life. Just like his uncle, Gianfrancesco Pico devoted his life to philosophy, but being a follower of Savonarola and having a Christian mission, he made it subject to the Bible. He even depreciated the authority of the philosophers, above all of Aristotle. ""At the very beginning of the 16th century, Gian Francesco Pico, the nephew of Pico della Mirandola, had predicted the final failure of all attempts at reconciliation of the different philosophical movements. Gian Francesco Pico was a thinker of very considerable stature and a follower of Savonarola. There was a touch of tragedy about his personality. For his life was suspended, as it were, between the scaffold of Savonarola and incessant family feuds - in the course of one of which he was finally killed. No wonder that he borrowed from the scepticism of Sextus Empiricus in order to destroy philosophy to make more room for religion."" (Garin, p. 133). Gianfr. Pico, a learned scholar and apt reader of classical texts, was the first Renaissance thinker that we know to have seriously studied and used the works of Sextus Empiricus, which were not printed until the 1560'ies, causing a revolution in Renaissance thinking. ""The printing of Sextus in the 1560s opened a new era in the history of scepticism, which had begun in the late fourth century BCE with the teachings of Pyrrho of Elis. [...] Before the Estienne and Hervet editions, Sextus seems to have had only two serious students, Gianfrancesco Pico at the turn of the century and Francesco Robortello about fifty years later."" (Copenhaver & Schmitt, pp. 240-41). ""No significant use of Pyrrhonian ideas prior to the printing of Sextus' ""Hypotyposes"" has turned up, except for that of Gianfrancesco Pico della Mirandola [...] His writings may seem isolated from the main development of modern skepticism that began with the publication of the Latin translations and modernized formulation of ancient scepticism offered by Michel de Montaigne. However, they represent a most curious use of skepticism that reappears in the early seventeenth century with Joseph Mede and John Dury and the followers of Jacob Boehme and in the early eighteenth century in the writings of the Chevalier Ramsay, the first patron of David Hume, to fortify or justify prophetic knowledge."" (Popkin, p. 20). Gianfr. Pico develops his sceptical arguments to their fullest extent in his ""Examen"" (1520), which is considered his main work. However, the foundation of all these ideas are laid in his earlier works, all the significant of which are present here, in his seminal ""Opera""-collection. Together, they constitute the earliest printed testimonies to the use of scepticism and a premonition of the role that scepticism came to play in Renaissance thought, primarily after the first printings of Sextus in the 1560'ies. ""The revival of ancient philosophy was particularly dramatic in the case of scepticism. This critical and anti-dogmatic way of thinking was quite important in Antiquity, but in the Middle Ages its influence faded [...] when the works of Sextus and Diogenes were recovered and read alongside texts as familiar as Cicero's ""Academia"", a new energy stirred in philosophy"" by Montaigne's time, scepticism was powerful enough to become a major force in the Renaissance heritage prepared for Descartes and his successors."" (Copenhaver & Schmitt, pp. 17-18).""Throughout the early modern period, from Ficino and Pico to Newton and Leibniz, such convictions supported a pattern of historiography that could never have emerged without the humanists, even though it did not preserve their fame for modern times. Other myths of classicism and Christianity outlived the fable of ancient theology because they conflicted less flagrantly with the findings of historyThe purpose of the ancient theology was to sanctify learning by connecting it with a still more ancient source of gentile wisdom that reinforces sacred revelation. Rather than baptize the heathens as Ficino or the older Pico wished, some early modern critics damned them, and one of the most aggressive thinkers of this school was the younger Pico. He saw an impassable gulf between Christian and pagan belief where his uncle had tried to build bridges."" (Copenhaver & Schmitt, p. 337). Schmitt Appendix Section I: nrs. 4, 13, 14, 26, 50"51 Section II: nr.11See:Charles B. Schmitt: Gianfrancesco Pico della Mirandola (1469-1533) and his critique of Aristotle. 1967.Copenhaver & Schmitt: Renaissance Philosophy. 1992.Eugenio Garin: Italian Humanism. Philosophy and Civic Life in the Renaissance. Translated by Peter Munz. 1965.Richard H. Popkin: The History of Scepticism. From Savonarola to Bayle. 2003.
Théâtre National Opera de Paris. 1979. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. Environ 30 pages. Nombreuses photographies, illustrations et encarts publicitaires en noir et blanc et/ou en couleurs dans et hors texte.. . . . Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Opera in quattro parti di Temistocle solera - Direction musicale Nello Santi - Mise en scène Henry Ronse assisté de Marie Paumarat- Décors et costumes Beni Montresor assisté de Maroun El Azouri Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Theatre des Champs Elysées - Le libre Opera. 1989. In-8. Broché. Bon état, Couv. convenable, Dos satisfaisant, Intérieur frais. Environ 50 pages. Texte sur 2 colonnes. quelques photographies et illustrations en noir et blanc dans et hors texte.. . . . Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
Direction musicale : Paolo OlmiMise en scène, décors et costumes : Pier Luigi PizziChorégraphie : Flemming FlindtLumières : Vinicio CheliChef de chant : Richard AmnerOrchestre National de FranceDirecteur musical : Lorin MaazelChœur et ballet de l”Opéra de NiceChef du chœur : Franck MeiswinkelMaître de ballet : Martine Parmain Classification Dewey : 782.1-Théâtre musical, opéra
1 vol. in-18 reliure demi-basane rouge, Les Noces de Figaro, Opéra-comique en quatre actes, représenté, pour la première fois par les comédiens du Théâtre de Nïmes, le 31 décembre 1818, Paroles de M. Castil-Blaze, musique de Mozart, Chez J.-B. Dupon, Bruxelles, 1828, 103 pp.[ Avec : ] Lestocq, ou l'Intrigue et l'Amour, opéra-comique en quatre actes, Représenté, pour la première fois, sur le théâtre royal de l'Opéra-comique, le 24 mai 1834, Paroles de Scribe, musique de Auber, J.-A. Lelong, Bruxelles, 1834, 119 pp. [ Avec : ] Le Cheval de Bronze, opéra-féerie en trois actes, Paroles de M. Scribe, musique de M. Auber, J.-A. Lelong, Bruxelles, 1837, 88 pp.
Bon état pour ce recueil de livrets d'opéra.
Manuscrit signé de 12 feuillets in-8 oblong rédigés au recto, pour un article paru dans la Revue Européenne du 1er Juin 1860, tome IX, pp. 409-413 : Intéressant manuscrit autographe signé par l'écrivain et critique Emile Perrin (1814-1885), alors ancien directeur de l'Opéra Comique (1848-1857) et futur directeur de l'Opéra (1862-1871) puis Administrateur général de la Comédie Française (1871-1885). On relève les annotations d'imprimeur (noms des typographes). Son analyse de Fidelio et de sa réception en France sont très informées. "Le Théâtre-Lyrique avait inauguré par Orphée sa saison d'hiver, il vient d'ouvrir par Fidelio sa saison de printemps. Après avoir fêté tour à tour Weber, Mozart et Gluck, il a voulu rendre les mêmes honneurs à Beethoven. L'intention est également louable ; mais je crains que le succès ne soit point égal. Populaire en Allemagne, accueilli avec enthousiasme en Angleterre, la partition de Fidelio n'a jamais pu s'acclimater sur nos scènes françaises. Faut-il en accuser le goût de notre public ? [ ... ] C'est dans la faiblesse de la pièce sur laquelle Beethoven a écrit la partition de Fidelio qu'il faut donc chercher la cause de ce constant insuccès. Le triste mélodrame de Bouilly, mis d'abord en musique par Gaveaux, n'était pas de nature à inspirer Beethoven. Son génie plane sur les hauteurs sublimes de la Symphonie Pastorale, de la Symphonie Héroïque ; il étouffe emprisonné dans les murs étroits d'une fable vulgaire, sans vraisemblance, sans intérêt, sans passion." [ Suit une analyse de l'histoire de Fidelio et de sa réception par le public français ] "L'exécution de Fidelio est inférieure à l'exécution d'Orphée et des noces de Figaro. L'orchestre, sur lequel pèse ici une grande part de responsabilité, s'est montré parfois, notamment dans l'ouverture, au-dessous de sa tâche. Mme Viardot n'a pu trouver dans le rôle de Fidelio les puissants contrastes, la vive passion du rôle d'Orphée. [...] Le rôle entier paraît d'ailleurs écrit sur un registre trop élevé pour la voix de Mme Viardot, et bien que cette voix soit douée d'une étendue exceptionnelle, elle n'atteint cependant les notes les plus élevés qu'à l'aide d'un déchirement douloureux. Le personnage de Fidelio exige, en outre, de la jeunesse ; sous l'habit du jeune paysan qui surprend l'amour de la fille du geôlier, Mme Viardot nous a fait regretter l'art avec lequel elle portait la tunique, la chlamyde et le cothurne antiques. M. Battaille chante le rôle de Rocco en musicien consommé et avec un grand sentiment du style ; Mlle Faivre montre de l'intelligence et la finesse, mais une finesse qui touche parfois au maniéré ; les autres artistes ne sont point de taille se mesurer à cette partition. [...] L'artiste chargé de représenter Ludovic Sforza a failli plus d'une fois, par l'étrangeté de ses allures, amener dans ce sombre drame un élément tout à fait imprévu, l'élément comique. Quel que doive être le succès de Fidelio, il faut savoir gré au Théâtre-Lyrique de cette tentative. [...] Il est assez curieux de voir une scène musicale, qui marche au quatrième rang, donner aux autres cet exemple du sentiment de l'art et du respect au public dont on ne craint point ailleurs de flatter les caprices et les inexcusables fantaisies. Il semble pour cela que tous les moyens soient bons, et l'on a répondu à tout quand on a dit : cela fait de l'argent. Avec ce mot là on a voulu absoudre un scandale musical qui s'est produit l'autre semaine dans la salle Ventadour. Le Théâtre-Italien a représenté l'Orphée aux Enfers de M. Offenbach.[...]" Il évoque ensuite l'Opéra-Comique et M. Gevaërt, mais aussi Donizetti : "la gloire de Donizetti ne recevra pas non plus un nouveau lustre de la représentation du petit ouvrage inédit joué sous le nom de Rita ou le Mari battu. On peut même dire que la musique de Donizetti a passé presque inaperçu au milieu des rires provoqués par les plaisanteries, un peu au gros sel, dont la pièce et semée. Il est vrai que l'exécution musicale laisse beaucoup à désirer.. [...] Seule, Mme Faure-Lefebvre ne peut suffire à tout. Elle a joué avec infiniment de grâce et l'esprit, trop d'esprit peut-être, un rôle bien invraisemblable pour elle, puisque Rita a fait la double faute d'épouser à la fois un niais et un butor. [ ... ] On dit que le rôle de Rita sera le dernier rôle créé par Mme Faure-Lefebvre et qu'elle doit prochainement quitter le théâtre. Ce sera une grande perte pour l'Opéra-Comique."
Intéressant manuscrit autographe signé par l'écrivain et critique Emile Perrin (1814-1885), alors ancien directeur de l'Opéra Comique (1848-1857) et futur directeur de l'Opéra (1862-1871) puis Administrateur général de la Comédie Française (1871-1885). On relève les annotations d'imprimeur (noms des typographes). Son analyse de Fidelio et la présentation de sa réception en France sont celles d'un critique très informé. Manuscrit provenant du fonds Dentu (l'éditeur Edouard Dentu prit la direction de la Revue Européenne de 1859 à 1862).
[Arthus Bertrand Michel Lévy Librairie Internationale, A. Lacroix, Verboeckhoven & Ce, ] - DAUGLAS, Louis ; DE SAINT-GEORGES ; DE LEUVEN ; DENNERY ; CLAIRVILLE ; CHIVOT
Reference : 39488
(1859)
Les Joyeuses Commères de Windsor; Opéra-comique fantastique, mêlé de danses (d'après Shakespeare, paroles française de Louis Dauglas), Arthus Bertrand, Paris, 1859, 60 pp. - Le Joaillier de Saint-James. Opéra comique en trois actes par de Saint-Georges & A. de Leuven (musique de Grisar) Michel Lévy Frères, Paris, 1862, 88 pp. - Le Muletier de Tolède. Opéra-Comique en trois actes par Dennery et Clairville (musique de Ad. Adam), Michel Lévy Frères, Paris, 1855, 72 pp. - Zilda (Conte des Mille et une Nuits). Opéra Comique en deux actes par De Saint-Georges et Chivot, musique de Flotow. Librairie Internationale, A. Lacroix, Verboeckhoven & Ce,
Bon état pour ce recueil de livrets d'opéras.